martedì 6 maggio 2008

Perché?


Forse perché ci pensavo da un po';
Forse perché spesso mi si chiede: perché "li" in Campania le cose vanno cosi?;
Forse perché mi sono stancato di sentire ancora oggi frasi del tipo "la questione del Sud";
Forse perché avendo scelto di non vivere oggi nella mia terra in parte e come se avessi detto che a me sta bene cosi.
O forse perché, se non ne parliamo a scuola, ma dove dovremo prevenire questo male altrimenti?
Ebbene questo vuole essere un blog, forse atipico ma reale.

Se non l'avete capito parlo di CAMORRA!
Ebbene si parliamone!!!

Con la certezza di non avere sufficienti risposte alle mille domande che potrebbero venire fuori voglio provarci.
Spero che non me ne vogliate e non mi giudichiate come una persona che soffre di protagonismo.
Voglio solo condividere, quel poco forse, della mia esperienza e quella delle persone che conosco la mia terra.

Vi chiedo di accettare una sola regola: discutere per combattere un male che si nutre del silenzio.

Olmo




9 commenti:

tamburo ha detto...

Certo che l'argomento non è facile ma sono d'accordo con te che parlarne fa bene...ma penso anche che bisognerebbe parlarne con i giusti toni, "smitizzando" e non creando degli eroi NEGATIVI come certi media tendono a fare nelle loro cronache...e forse a volte facendo a meno della "pubblicità" dei media certe azioni prenderebbero la loro giusta dimensione!!

Ciao - Marzia (alias tamburo)

metablog ha detto...

Ma esattamente cosa si intende per camorra? a parte le notizie che si possono leggere che etichettano situazioni scomode, nella realtà dove o come si respira?

Barbara (violino)

marta salterio ha detto...

Il problema della camorra è sicuramente complesso,però sicuramente va affrontato. Proporre questa tematica a scuola sarebbe utile. Il cambiamento deve partire dalle nuove generazione.

ciao marta (salterio)

Silvia ha detto...

ciao sono silvia

Francesca ha detto...

e' un argomento terribilmente difficile ma sono d'accordo con te che si debba parlarne il piu' possibile. tu hai letto il libro di saviano? pensi che potrebbe essere uno strumento utile per iniziare a capire quella realta'?
ciao francesca maracas

mary ha detto...

Caro Olmo conosco in parte il problema in quanto al liceo, in Sardegna, avevo un prof. di Nocera Inferiore che nei lontani anni '80 ci parlava di Michele Cutulo etc. Certo che viverla è tutta un altra cosa. Mi vergogno perchè mi sento impreparata ad affrontare l'argomento nonostante segua i media. Ciao

medley76 ha detto...

Hai letto Gomorra?
Io non ancora (ho intenzione di farlo,se il tempo me lo permetterà),ma so che è stato una vera bomba....Voglio dire,questo giovane giornalista che se ne esce con un libro vibrante,di indagine attenta e circostanziata,che fa nomi e cognomi squarciando quel velo di vaniloquenza trombona e di qualunquismo che accompagna sempre,su argomenti simili,le schiere instancabili dei retori a comando.......Lo stato deve stare vicino....La società civile.....La moralità e le istituzioni....Fare fronte comune contro la piovra,il cancro,la metastasi....blablabla.
E poi arriva questo giovincello e ti sbatte in faccia una realtà senza orpelli,fatta di carne e di sangue.Che liberazione sapere che ogni tanto,in questo paese dove tutti pontificano e affilano le armi (spuntate) del VERBO,qualcuno ci prende per mano e racconta delle STORIE,DEGLI EVENTI.
Avercelo,non dico il coraggio di Saviano,ma almeno una piccola parte del suo pragmatismo,che fugge la metafora forbita e l'eloquio fiorito come se fossero (e lo sono,spesso...) una peste sotto la quale proliferano i vermi.
Sarebbe un bene non solo per Napoli,la Sicilia o la Calabria,ma per lo Stivale tutto intero!!!!

Anonimo ha detto...

Ciao Olmo!!! per fortuna non conosco personalmente questa realtà, ma essendo di origini calabresi ( la mia mamma è nata nella provincia di Cosenza), mi sento un po' partecipe, mi rendo conto però della nostra fragilità e nudità di fronte a questa
" piovra" avvolgente e pressante per usare un termine di cui si è abusato, che simboleggia questo grande mantello falsamente protettivo che inganna e trasforma le persone uomini e donne in " esseri poco coraggiosi" ma mi chiedo se vivessi a conttato stretto con la camorra, la n'drangheta, la sacra corona unita la mafia ....... e chi + ne ha + ne metta, cosa farei? Sarei coraggiosa? Non lo so e voi?

Maria Teresa (sassofono)

Anonimo ha detto...

...il mio è potrebbe essere un piccolo contributo "storico", magari un pò impreciso, ma serio nei contenuti...
Il sistem di cui parla Saviano nel suo (bellissimo) Gomorra, non è una novità nelle modalità d'organizzazione della camorra...
Fin dall'Ottocento, la camorra si caratterizza come un'élite che, dai tratti un pò "barocchi", si impone sul territorio attraverso un'economia di prelievo fiscale imitando la prassi esattoriale dello Stato...La camorra è da sempre stata capace di calvacare i processi di modernizzazione.
Basti pensare che le prime attestazioni della sua presenza a Napoli (come organizzazione) coincidono con la nascita della polizia (in età napoleonica).Il territorio di Napoli fu diviso in 12 sezioni (mi pare) e le fonti archivistiche registrano l'organizzarsi del mondo delinquenziale in maniera analoga. Viene registrata la presenza di altrettanti capifamiglia che si suddivisero il quartieri tracciando i confini su quelli delle sezioni di polizia...
Incredibile, no?